Fantastico Hobie Pearl!

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Ci sono esperienze, persone che riescono a vivere il mare, la vela, il vento in modo diverso, completo. Abbiamo ricevuto questo racconto che siamo orgogliosi di pubblicare con tanta, ma tanta invidia. Bravo Luca!

Un viaggio in Hobie Perl da Otranto a Nardò in campeggio nautico. Padre e due figli a condividere questa esperienza che ci ha fatto sognare in quel tratto di mare fantastico del sud Italia.  Hobie è anche questo! Buona lettura…

Ciao Alessandro (ndr. Redazione HC Italia),

268ti invio la foto del mio HC18 Pacific distrutto dalla tromba d'aria che il 25 agosto dello scorso anno ha colpito il litorale di Santa Severa (Roma) perché questo viaggio con il Pearl parte proprio da lì. Sono un regatante con il Dinghy 12 piedi classico ed il catamarano nella mia vita ha rappresentato la barca perfetta per le "avventurose" navigazioni costiere, prima con mia moglie, ora anche con i miei figli.

Quando ho visto il mio Hobie Pacific abbarbicato su una palmetta del lungomare, ridotto in mille pezzi ho deciso che avrei chiamato subito Bolsena Yachting Sport per ordinare il nuovo Hobie Pearl. Non potevo rinunciare al mio "sogno", non potevo farmi abbattere da una banale ma incredibilmente violenta tromba d'aria che ho saputo poi essere stata catalogata come un piccolo tornado!

Non che negli ultimi anni abbia usato il mio Hobie Pacific in modo estremo, anzi direi proprio tutto il contrario, anche se i picnic giornalieri, diciamo dalla mattina alla sera sono stati una costante degli ultimi anni e Macchia Tonda (Roma) il nostro approdo preferito.

Quest'inverno, mentre pagavo in comode rate il mio nuovo Hobie Pearl che avrei ritirato a fine maggio, ho fantasticato questo viaggio nel Salento, scegliendo Otranto come luogo di varo del mio nuovo cat. Non conoscevo il Salento né da terra né da mare, ma avendo visto le immagini stupende delle coste, ho organizzato tutto sulla carta, ipotizzando una navigazione costiera di max 20 miglia al giorno, ma lasciando che tutto fosse in qualche modo lasciato al caso, al tempo, a quello che avremmo deciso di fare e se ci andava di farlo. Non dovevo fare record, non dovevo arrivare per forza in luogo prestabilito, mi interessava "esplorare" e soprattutto vivere un'esperienza in sintonia con la natura, con i miei ragazzi e senza avere timori di rotture con la barca nuova di zecca.

Mi sono posto l'obiettivo di massima di arrivare a Porto Cesareo o nei paraggi e mi piaceva l'idea di navigare oltre il punto più ad est dell'Italia, di toccare due mari, l'Adriatico e lo Jonio e soprattutto mi piaceva fare tutto questo in compagnia dei miei due figli velisti Flavio e Virgilio, reganti in classe Optimist.

La prima tappa è stata il porto di Tricase, raggiunto non senza brivido, poiché siamo partiti alle 17 da Otranto ed arrivati alle 21! La mia lampada frontale da sci alpinismo è stata provvidenziale almeno quanto il signore che a bordo di un gommoncino a motore ci ha aiutati ad entrare in porto mentre i miei figli litigavano con le pagaie ed io con la randa che non voleva saperne di scendere.

Isidoro, aspettando la seraA seguire siamo passati per Santa Maria di Leuca, per Torre San giovanni e per Sant'Isidoro dove abbiamo terminato il nostro viaggio pernottando nei porticcioli, con tanto di corpo morto e dormendo a bordo con la tendina da tre di Decathlon, quasi fatta apposta per il nostro trampolino. La sera abbiamo sempre mangiato nei ristoranti locali, mangiando pesce eccellente e spendendo come si spende a Roma per una pizza, una bruschetta ed una birra!

Dopo l'esperienza dell'arrivo in notturna proprio nella prima tappa, sono sempre stato estremamente prudente nelle successive, partendo al mattino ed arrivando mai oltre le 17 là dove avremmo passato la notte.

La navigazione è stata bellissima, quasi sempre vento, quasi sempre a jennaker spiegato con i ragazzini che urlavano e si divertivano… mai come me comunque!

Nell'ultima tappa, la più lunga, abbiamo doppiato l'isola di Sant'Andrea a ridosso di Gallipoli, volando a vele spiegate  fino a Torre Sant'Isidoro dopo aver fatto il bagno in alcuni posti davvero incantevoli di cui ho preso nota sul mio diario di bordo. Ne segnalo uno, Punta Pizzo, di cui non posso scordare i colori ed i profumi tipici di quella costa che a tratti mi è parsa davvero selvaggia ed incontaminata.

Mi piace segnalare la straordinaria accoglienza che abbiamo ricevuto a Santa Maria di Leuca dal circolo velico Smarè, ma devo dire che ovunque siamo stati accolti benevolmente… lì dove è accaduto che viceversa non mi è sembrato che fossimo propriamente i benvenuti, ho preferito non fermarmi proprio (Gallipoli, Torre santa caterina e Porto Cesareo) per evitare discussioni e malumori che avrebbero rovinato questa che ritengo essere stata una delle cose più belle che ho fatto in vita mia.

Ciao Luca

Have a hobie day!

One Comment

  1. Guido Solari

    Ciao Luca!!!

    Paoletta mi ha passato questa chicca….sei un GRANDE!!!
    Veramente complimenti: ti sono vicino perchè anche io adoro questo genere di iniziative spontanee e conoscendo l’hobie, immagino il divertimento sotto il maestrale salentino.
    Non avevo pensato alla tendina per il pernotto….GENIALE!!
    Sono appena tornato da Torre Guaceto dove amo sfogarmi col laser 2000 ed ho respirato gli stessi aromi mediterranei. Ma a questo riguardo ti ricontatterò per suggerirti e proporti
    una cosa.
    Ora sono in partenza per l’Austria per 10 gg in bici con Giulietta. Non facciamoci mancare nulla!!
    Have a laser day!!

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