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Intervista a Lamberto Cesari

Servirebbe una news tutta per lui per descrivere l’impegno ed i risultati che l’atleta Lamberto ha e sta ottenendo nella vela, perché qui si parlerà di vela, ma lasciamo la lettura al sito www.bissaro-cesari.it oppure al famoso motore di ricerca google pieno di pagine con il suo nome.  
Gli abbiamo fatto qualche domanda e lui come sempre ci ha dato la sua disponibilità.

Lamberto, abbiamo letto che hai lasciato la vela agonistica per dedicarti alla tua attività professionale, vela portata avanti con Vittorio Bissaro sul Wild Cat, cosa ricordi e cosa porti di tutti quegli anni passati insieme?
Beh, se pensi che da settembre 2003 a dicembre 2011 non abbiamo mai smesso (a parte per sei mesi nel 2004 in cui io ero infortunato), e questo significa dai miei 15 ai 23 anni, penso di poter dire senza dubbi che molto di quello che sono lo devo alla barca e a Vittorio. Ricordi sono infiniti e potrei parlarne per ore, da quando facevamo cambio equipaggio con i Mazzola (ndr Umberto e Diego Mazzola campioni italiani Hobiecat16) al Garda per imparare, alla scorsa primavera a Dervio dove abbiamo preparato il Mondiale con Ugo e Maurizio (ndr Ugo Ferrari e Maurizio Stella forti equipaggi Formula 18 e Campioni italiani 2006) che hanno instancabilmente provato con noi su e giù per il lago.
L'insegnamento più grande forse è la consapevolezza che con la volontà, la serietà, ma non senza il divertimento anche gli obiettivi che sembrano impossibili si possono raggiungere.

I risultati che riesci ad ottenere a prua di un Formula 18 sono alla luce del sole basti pensare all’ultimo trofeo conquistato a prua di Gunnar Larsen per la Northsee Regatta. Cosa fa la differenza? Puoi dare delle brevi e sommarie indicazioni per trasformare un prodiere in un “bravo” prodiere?
E' una domanda difficile. Penso che la bravura di un prodiere sia quello di sapersi adattare sempre al timoniere con cui si trova a regatare. La velocità della barca e la scioltezza delle manovre alla fine dipendono molto di più dal timoniere, e solo se si trova a suo agio e si fida del prodiere poi trasmette "scioltezza" alla barca. Ovviamente il mio ruolo nell'impostazione della regata è molto diverso a seconda che sia con Vittorio, con Gunnar o con Ugo.

Lamberto il CIO ha riammesso il catamarano alle Olimpiadi per RIO2016, ma nella formula “mixed”. Pensi che gli equipaggi possano affrontarsi in maniera paritetica in regata al di là se il timoniere-prodiere è uomo-donna o viceversa?
Anche questa è una domanda molto difficile. Se esistesse lo stesso livello tra timonieri maschi e femmine ti direi di no, che un equipaggio con un maschio a prua andrebbe più forte perché la metratura delle vele del Nacra 17 è abbastanza vicina a quella di un Formula 18. Ma siccome il livello dei timonieri maschi sui multiscafi è molto più alto (più per numero che per altro), e siccome ci sono ragazze che hanno strutture muscolari pari a quelle dei colleghi maschi, la mia risposta si, si affronteranno in maniera paritetica.

Sei nato e cresciuto con la Hobie Cat dal Hobie16 Spi per poi passare al Wild Cat. Per quest’ultimo pensi che abbia un passo un più rispetto agli altri Formula18? Ancora, come può essere migliorato?
Grazie a Pino e Ferderico di Bolsena Yachting Sport ho avuto la fortuna di salire su Wild Cat la prima stagione che è uscito, e l'ho seguita da vicino in questi anni. E allo stesso tempo ho potuto provare altre barche, per cui penso di poter fare un paragone.
Credo che il Wild Cat rimanga la barca migliore e allo stesso tempo più facile in alcune condizioni, e specialmente ai laghi e con vento medio. E' anche la barca che, personalmente, da le migliori sensazioni di bolina in quel range di vento. In situazioni più marine diventa più difficile da condurre, ma se ben portata rimane comunque competitiva con tutte le altre, e i risultati lo dimostrano. Se potessi scegliere migliorerei il trampolino, con più punti di attacco sugli scafi in modo che contribuisca a dare rigidità alla piattaforma.

Cosa consiglieresti ad un giovane che vuole avvicinarsi alla vela catamarano?
Che impari a dare "sportellate" sulle linee di partenza degli Hobie 16, e su quella barca impari a tenere il gennaker con 20 e prodiere al trapezio. Poi non aspetti e passi in catamarani piú tecnici come il Formula 18 che é lo step perfetto prima della classe olimpica!

Hai girato l’Europa per regate, abbiamo letto delle esperienze nei Paesi del Nord e di come sono organizzati. Perché in Italia, secondo te, non si riesce a “sfondare” con la vela ed i catamarani nonostante il nostro sia un Paese perfetto per le condizioni meteo-marine?
Questo è un discorso molto lungo da fare. In breve, penso che la vela in Italia sia vista come uno sport da snob, perché questo è il modello che ci impongono in gran parte media di settore, e per certi versi (mi spiace dirlo) implicitamente fa anche la Federazione. In Francia, in Olanda la vela è uno sport popolare. Semplice e retorico, ma la differenza è lì. (ps siete mai stati al circolo di Marsiglia?) In questo post (clicca) ne riportavo una descrizione qualche anno fa, la prima riflessione in fondo.

Ho letto e ti ho visto al timone di un AC45 (hai suscitato l’invidia di tutti noi!), ci sarà mai un timoniere italiano alla guida di questi catamarani “maestri”?
Considerato che al timone degli AC45 ci sono i velisti più forti del mondo, a prescindere della classe di provenienza (Tornado, 49er, trimarani oceanici o vecchi Coppa America), ti rispondo che quando un nostro timoniere vincerà regolarmente in uno di questi circuiti allora raggiungerà l'obiettivo. Forse il più vicino ora è Francesco Bruni.
 
Quali sono i tuoi impegni nella vela?
Ora nel tempo libero mi sto dedicando a una cosa che ho sempre voluto fare: promuovere la vela e in particolare i multiscafi in Italia. Lo sto cercando di fare tramite saily.it, dove tengo un blog e dove stiamo creando un canale nella webtv dedicato ai cat, tramite il quale vorrei promuovere fortemente la Formula 18 Italia e il mondiale del prossimo anno a Grosseto.
Inoltre mi sto sperimentando l'organizzazione di Teamrace come quella a cui io e Vittorio abbiamo partecipato in Olanda. La prima sabato 30 giugno a Dervio, alle 18.30 davanti al lungolago del Centro Vela Dervio: tutti benvenuti!
Agonisticamente sto aspettando che scenda in acqua il Classe C di Challenge Italia, il consorzio italiano per la Little America's Cup 2013.

Ringrazio a nome di tutti gli hobiecatters Lamberto per la gentilezza che lo contraddistingue, lo seguiremo sui campi di regata e lo aspettiamo per una 2 giorni di vela alla Compagnia della Vela di Roma di Matteo Nicolucci il 7/8 luglio per parlare con lui, allenarci insieme in acqua e “rubargli” i suoi preziosi consigli.
 

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